Bereits seit mehreren Jahren treffen sich engagierte Helfer*innen an der Saalach im Bereich des Siezenheimer Stegs regelmäßig zur Entfernung von Neophyten. Diesmal waren auch Projekt-Mitarbeiterinnen des Interreg Italien-Österreich Projektes AMBRA von der FH Salzburg und der Universität Salzburg dabei.

Die Zurückdrängung invasiver Neophyten (gebietsfremde Pflanzenarten, die unerwünschte Auswirkungen auf andere Arten, Lebensgemeinschaften oder Biotope haben) ist wichtig für die Biodiversität und die Stärkung heimischer Pflanzenarten. Invasive Neophyten können aufgrund ihrer Konkurrenzstärke heimische Arten verdrängen und auch ökonomische oder gesundheitliche Beeinträchtigungen hervorrufen. Gerade wenn - wie im Falle der Saalach - im Zuge von Flussbetterweiterungen zum Hochwasserschutz und Renaturierungen heimisches Saatgut ausgesät werden sollte, ist es sinnvoll, zuvor die Neophyten-Bestände stark zurückzudrängen.
Betreut von Ing. Karin Juriga (Abfall- und Umweltberaterin in der Gemeinde Wals-Siezenheim) und tatkräftig unterstützt durch die Walser Transport- und Logistik-Firma VegaTrans und das Land Salzburg, fanden sich am 16. April 2026 insgesamt 29 Personen am Ufer der Saalach ein, um die unliebsamen Pflanzen einzudämmen. Neben den AMBRA-Projektmitarbeiterinnen der FH Salzburg und der Universität Salzburg, unterstützten Schüler*innen und Lehrkräfte der Modeschule Hallein, Mitarbeitende der Berg- und Naturwacht und des Bundesheers die Entfernungsaktivitäten.
Für das AMBRA-Team hatte der Neophyten-Entfernungs-Nachmittag noch einen weiteren Zweck: Es wurden Daten und Informationen zu Neophyten gesammelt, die für die mögliche wirtschaftliche Verwendung von Neophyten in Bioraffinerie-Modellen relevant sind.
Und um Kreislaufwirtschaft gleich in die gelebte Praxis umzusetzen, wurde ein Teil der gesammelten Goldruten nicht entsorgt, sondern in die Modeschule Hallein mitgenommen. Mit der Pflanzenbiomasse werden dort Textilfärbe-Experimente mit dem Ziel durchgeführt, Goldruten-Biomasse vielleicht zukünftig umfangreicher für Textilfärbungen einzusetzen.

Operazione di rimozione delle neofite lungo il fiume Saalach il 16 aprile 2026
Già da diversi anni, un gruppo di volontari motivati si riunisce regolarmente lungo il fiume Saalach, nella zona del pontile di Siezenheim, per rimuovere le neofite. Questa volta hanno partecipato anche alcune collaboratrici del progetto Interreg Italia-Austria AMBRA, provenienti dall’Università di Scienze Applicate di Salisburgo e dall’Università di Salisburgo.
Il contenimento delle neofite invasive (specie vegetali non autoctone che hanno effetti indesiderati su altre specie, comunità biologiche o biotopi) è importante per la biodiversità e per il rafforzamento delle specie vegetali autoctone. A causa della loro forte competitività, le neofite invasive possono soppiantare le specie autoctone e causare anche danni economici o sanitari. Proprio quando – come nel caso del Saalach – si prevede di seminare sementi autoctone nell'ambito di interventi di ampliamento dell'alveo a scopo di protezione dalle piene e di rinaturalizzazione, è opportuno ridurre drasticamente la presenza di specie neofite.
Sotto la guida dell'ing. Karin Juriga (consulente in materia di rifiuti e ambiente del Comune di Wals-Siezenheim) e con il sostegno attivo della società di trasporti e logistica VegaTrans di Wals e del Ufficio del Governo regionale di Salisburgo, il 16 aprile 2026 si sono radunate in totale 29 persone sulle rive del Saalach per contenere la diffusione di queste piante infestanti. Oltre alle collaboratrici del progetto AMBRA dell'Università di Scienze Applicate di Salisburgo e dell'Università di Salisburgo, hanno contribuito alle attività di rimozione anche gli studenti e gli insegnanti della Scuola di Moda di Hallein, nonché i dipendenti del Servizio di sorveglianza delle montagne e della natura e dell'Esercito federale.
Per il team AMBRA, il pomeriggio dedicato alla rimozione delle neofite aveva anche un altro scopo: sono stati raccolti dati e informazioni sulle neofite rilevanti per il loro possibile impiego economico nei modelli di bioraffineria.
E per mettere subito in pratica l'economia circolare, una parte delle verga d'oro raccolte non è stata smaltita, ma portata alla scuola di moda di Hallein. Con la biomassa vegetale vengono condotti esperimenti di tintura tessile, con l'obiettivo di utilizzare in futuro la biomassa della verga d'oro in misura più ampia per la tintura dei tessuti.